venerdì 11 aprile 2014

Metti una sera a cena... Il sogno del giovane chef

È da dicembre che volevo scrivere questo post, ma lo faccio ora solo per ricordarmi che lì ci devo tornare. Almeno per assaggiare il menù primaverile.
Metti di fermarti in un paesino sui monti, ammirare la pace e la solitudine che lì si respira (assieme all'aria pulita della montagna) e di capitare per puro caso in un ristorantino, cresciuto sulle ceneri di una segheria, attiva fino agli anni '50 con i macchinari che funzionavano grazie all'acqua delle rogge. L'entrata, al piano strada, è dedicata al wine bar. Pareti bianche, legno scuro: accento trentino nell'arredamento di montagna, ma non troppo. Scendendo le scale, entri nel cuore di quella che fu la segheria, con le travi a vista, i tavoli bene apparecchiati con gusto e con cura e quel macchinario che ora è un cimelio storico. 

E poi ti accorgi, fin dall'antipasto, che sei in un piccolo paradiso culinario.

Fame? Vi assicuro che, se andate a pranzo o a cena alla "Vecchia Segheria" di Baselga di Pinè, venti minuti da Trento, la penserete esattamente allo stesso modo. Provate ad assaggiare la tartare di cervo con insalata di mele flambata e crema di gorgonzola, e poi ne riparliamo.
La cosa più affascinante di tutto questo, è che il "master chef" in cucina, il Carlo Cracco della situazione, è una ragazzo di 25 anni: Marco Bortolotti. Un ragazzo con tanta buona volontà, spalle larghe, determinazione da vendere, umiltà e anni e i gavetta nelle cucine dei ristoranti più famosi del mondo (tipo il Danieli di Venezia, un alberghetto qualunque insomma). Che ogni tanto fa qualche "fuga" a Berlino (ma non in vacanza, per lavorare): una città che sente nel cuore e gli dà la giusta ispirazione ai fornelli. "La mia è una cucina istintiva. Viene da me, riflette il mio umore. Se sono in un 'periodo no' non riesco a creare nuovi piatti", racconta Marco. 

Lui il suo sogno, la sua "Vecchia Segheria", se l'è finanziata nel 2007 con un mutuo di 200mila euro, sottoscritto all'età di 19 anni. È fortunato, perché può contare sull'appoggio, anche morale, del papà Flavio, ex bancario, che ci ha visto giusto aiutando il figlio e credendo in lui e nel suo sogno. 
La famiglia è tutta dalla sua parte: la mamma è in cucina "aiuto chef" e forse anche qualcosa di più (come tutte le mamme sanno essere), e fino a poco tempo fa lavorava con loro anche il fratello Matteo. 
Però non è stato tutto facile, per questo giovane e talentuoso chef. "In principio ho dovuto combattere contro chi remava contro: l'opinione della gente. Questo è una paese piccolo, ci si consce persona per persona. In molti erano diffidenti proprio perché ero giovane". E chi ci crede, a un ragazzo di 19 anni che vuole fare lo chef in un paesino sperduto tra i boschi? 
Marco invece ce l'ha fatta, e ha stupito tutti. Compaesani in primis. "La più grande soddisfazione è vedere la gente che viene a pranzo o a cena e poi chiede: ma è stato lui a cucinare?"

Per info: http://www.ristorantevecchiasegheria.it